|
Dal Profondo - 2007
Come tracce di un qualcosa in apparenza oscuro e caotico, affiorano.
Da abissali profondità di cui non si intuisce la fine, affiorano.
Dalla successione, lungo tortuosi cunicoli e imponenti meandri, di stanze in connessione,
emergono in superficie porzioni di mondi.
Come istantanee di una qualche rappresentazione teatrale.
Da voragini, ferite talvolta, aperte su di una superficie appiattita e degradata, in cui
ancora, a chi lo desideri e ne accetti le difficoltà, è consentito viaggiare e scoprire.
Fulvio Tomasi, 28 novembre 2006
|