Looking back

1999 - Colpi di Sole

2001 - Bestiale

2001 - L'introspezione del fuori

2003 - L'uscita

2004 - Controvento

2006 - Lo Sguardo sull’Erosione l’Erosione nello Sguardo

2007 - Dal Profondo

L'INTROSPEZIONE DEL FUORI - 2001

"BIBLIOTECA STATALE ISONTINA" - GORIZIA

INTERVENTO CRITICO: CRISTINA FERESIN

La mente assimila, codifica, filtra, ricompone e rimette in circolo. Operando in questo modo essa si sviluppa e si espande, interagendo e partecipando all'evoluzione della struttura esterna.
Questo la mente attiva.
E quella passiva?

La mente passiva assorbe ed emana senza processare. Solitamente la mente passiva possiede la verità; più limitato è il raggio della sua sfera e più grande è la sua verità. La mente passiva vive di se stessa, subisce la struttura costituita e la codifica come qualcosa di inamovibile. La mente passiva è costantemente preoccupata di omologare secondo il suo metro tutto cio che riesce a toccare; altrimenti potrebbe sorgere il dubbio e ciò ne potrebbe minare la dogmatica certezza. Di conseguenza il movimento nueronale diventerebbe troppo intenso e ciò implica impegno e fatica.
Ma l'artista che fa?

L'artista usa (o dovrebbe) le sue doti nell'unico modo in cui non gli si possono ritorcere contro. Si pone ai margini e muovendosi lungo questi esplora, facendole proprie ma senza appartenervi, le righe. Scansiona l'oggettivo, lo scompone e lo processa; lo mescola con il soggettivo, fa dialogare le due componenti (talvolta su una lama sottile e affilata) ed invia nella struttura le derivanti.

Fulvio Tomasi, 10 Settembre 2001

Il segno scorre fitto e continuo, elabora paesaggi fantastici e mondi sconosciuti; elementi umani, animali, vegetali si assemblano in un turbinio di forme che richiamano racconti lontani e leggende popolari. Inquietanti e quasi minacciosi, occhi che scrutano e bocche spalancate emergono dai fondi, così minuziosamente progettati, quasi barocchi , che stordiscono e affascinano allo stesso tempo. Le incisioni di Fulvio Tomasi sono una continua narrazione, un incessante raccontare, anche quando sono composte da un'unica figura, ma soprattutto aprono un universo che va oltre l'umano vedere. E' un gioco mentale che si nutre dell'immaginario, che fa leva sulle pulsioni più nascoste, su incubi abituali che ci sfiorano quotidianamente. Attratti e respinti contemporaneamente siamo però sedotti da queste immagini, così ricercate, così fortemente connotate da un tratto insistente e marcato, dalla ricercatezza dell'impianto compositivo che in ogni grafica si fa portatore di messaggi più o meno espliciti. C'è una particolare propensione per gli animali e le infinite possibilità che i loro visi e corpi possono dare in fase di trasformazione da normale essere vivente a essere sovrumano, quasi dotato di particolari poteri. Le loro espressioni a volte si induriscono fino a mutare le sembianze in mostruose fattezze, a volte evidenziano il lato più delicato e "umano" di questi animali che arrivano a fare "simpatia" grazie ad uno sguardo ironico e divertente. Ma non mancano maschere e folletti, re e principesse non più ricondotti ad un mondo incantato ma protagonisti di vicende visionarie ed allucinate.
Fantasia unita ad una forte immaginazione, capacità di elaborazione e abilità tecnica sono il punto di forza di Tomasi che nell'introspezione, continua e costante, trova i punti fermi della sua arte.

Cristina Feresin, Novembre 2001